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La tombola di Natale: come si gioca, i premi e i numeri della smorfia

Tradizioni di casa

La tombola di Natale: come si gioca, i premi e i numeri della smorfia

La sera della Vigilia, in tante case italiane, a un certo punto qualcuno tira fuori il tabellone. La tombola è il gioco delle feste per eccellenza: semplice, rumoroso, buono dai bambini ai bisnonni. Ecco le regole, un modo onesto per dividere i premi e i numeri della smorfia napoletana da chiamare ad alta voce.

Lettura: 5 min

Gioca la parola del giorno

Le regole della tombola in breve

Per giocare a tombola servono:

  • il tabellone, con tutti i numeri da 1 a 90;
  • novanta numeretti da estrarre, in un sacchetto o in un cestino;
  • le cartelle, una o più per giocatore: ogni cartella ha quindici numeri, su tre righe da cinque;
  • qualcosa per segnare: fagioli, lenticchie, ceci, bucce di mandarino.

Chi tiene il tabellone fa da banco. Estrae un numero alla volta, lo chiama ad alta voce e lo mette al suo posto sul tabellone. Chi ha quel numero sulla propria cartella lo copre. Tutto qui: il resto lo fanno la fortuna e le chiacchiere.

Quanti premi ci sono, e in che ordine

I premi della tombola sono cinque, e si vincono uno dopo l’altro, sempre su una cartella sola:

  1. Ambo: due numeri coperti sulla stessa riga.
  2. Terno: tre numeri sulla stessa riga.
  3. Quaterna: quattro numeri sulla stessa riga.
  4. Cinquina: una riga intera, tutti e cinque i numeri.
  5. Tombola: tutti i quindici numeri della cartella.

Chi fa un premio lo grida subito, prima che esca il numero successivo. Il banco controlla la cartella e poi paga. Ogni premio si assegna una volta sola: dopo l’ambo si gioca per il terno, e così via. Se due giocatori fanno lo stesso premio con lo stesso numero, di solito il premio si divide.

La tombola napoletana e la smorfia

La tombola si gioca in tutta Italia, ma è a Napoli che ha la sua anima. Lì chi chiama i numeri li accompagna spesso con il loro significato, e a volte dice soltanto quello: «’a paura!», e tutti sanno che è uscito il 90.

Questi significati vengono dalla smorfia napoletana, il libro dei sogni che dà un’immagine a ogni numero da 1 a 90. Serviva, e serve ancora, a trasformare i sogni in numeri da giocare al lotto. Il nome, si dice, viene da Morfeo, il dio dei sogni.

Ecco alcuni dei numeri più famosi:

Numero Significato
1 l’Italia
3 la gatta, ’a jatta
10 i fagioli, ’e fasule
13 Sant’Antonio
22 il pazzo
25 il Natale
33 gli anni di Cristo
47 il morto
48 il morto che parla
90 la paura, ’a paura

Il 10 fa sempre sorridere, visto che i fagioli sono proprio quelli che coprono i numeri sulle cartelle. E quando esce il 90, c’è sempre qualcuno che fa finta di spaventarsi.

Dai numeri ai significati, dalle parole alla temperatura

La smorfia fa una cosa bellissima: trasforma un numero in un significato. Il 90 smette di essere una cifra e diventa la paura.

Esiste anche un gioco che fa quasi il contrario. C’è una parola segreta, tu ne scrivi una qualsiasi e ricevi un numero da 0 a 100: più il significato della tua parola si avvicina a quello della parola segreta, più il numero sale. A 100 l’hai trovata. Con la parola segreta mandarino potrebbe andare così (i gradi sono un esempio):

  1. neve14 °Cfreddo: è inverno, ma non basta
  2. dicembre31 °Cfresco: il periodo è quello giusto
  3. frutta52 °Ccaldo
  4. buccia66 °Cbollente: proprio quella che copre i numeri
  5. arancia81 °Cbollente: stessa famiglia
  6. clementina92 °Crovente: quasi gemelli
  7. mandarinoTrovata!

Qui però la fortuna conta poco. Conta il fiuto, e la voglia di riprovare.

Prova subito: qual è la tua prima parola?

La tua parola va dritta nella partita di oggi.

Come dividere i premi

Una regola ufficiale non c’è: ogni famiglia ha la sua. Il modo più semplice è mettere tutte le quote in un piatto e dividerle in cinque premi che crescono man mano.

Per esempio, con dieci cartelle da un euro ciascuna:

Premio Quota
Ambo 1 euro
Terno 1,50 euro
Quaterna 2 euro
Cinquina 2,50 euro
Tombola 3 euro

Il totale fa dieci euro, e la tombola resta il premio più ricco, come deve essere. Con più cartelle basta moltiplicare.

In molte famiglie gioca anche il tabellone: è diviso in sei blocchi da quindici numeri, e ogni blocco vale come una cartella. Così anche chi fa da banco può vincere qualcosa. In alcune case, dopo la tombola, si va avanti per il tombolino, una seconda tombola con un premio più piccolo.

Se in casa ci sono bambini, o se di soldi non se ne vuole proprio sentir parlare, i premi possono essere in natura: un torrone, un mandarino, una manciata di caramelle, il diritto di scegliere il film della sera.

Qualche idea per una tombola speciale

  • Il banco gira. Dopo ogni tombola il tabellone passa a un altro giocatore, così nessuno resta sempre a guardare.
  • La smorfia a indovinare. Chi chiama dice solo il significato, «la gatta», «gli anni di Cristo», e gli altri devono capire quale numero è uscito. Chi conosce la smorfia vince a mani basse.
  • Per la vista stanca. Ai nonni conviene preparare cartelle grandi, scritte a pennarello, e chiamare ogni numero due volte.
  • Le cartelle fai da te. Se le cartelle non bastano, si disegnano su un cartoncino: tre righe da cinque numeri, presi a caso tra 1 e 90, tutti diversi.
  • La tombola delle parole. Per i più piccoli, sulle cartelle al posto dei numeri si disegnano animali e oggetti. Chi chiama pesca un bigliettino e legge solo una definizione, «fa miao», e chi ha il gatto lo copre.

Il giorno dopo la tombola

La tombola dura una sera, ma le feste sono lunghe. Per le mattine lente dopo la Vigilia c’è un gioco più tranquillo: Warmer Warmer, una parola segreta al giorno, la stessa per tutti, da cercare solo per significato. È gratis, si gioca dal browser del telefono o del computer, senza app e senza registrazione. Ognuno la cerca per conto suo, e a pranzo ci si confronta: chi ci ha messo meno tentativi?

Per gli altri giorni di festa, dalla Vigilia alla Befana, trovi un gioco per ogni occasione nei giochi per Natale in famiglia. Se in casa ci sono i nonni, qualche idea in più è nei giochi da fare con i nonni. E il gioco della temperatura, da fare anche a voce tra una cartella e l’altra, è spiegato in acqua, fuochino, fuoco con le parole.

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