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Giochi di Natale in famiglia: uno per ogni giorno di festa

Le feste

Giochi di Natale in famiglia: uno per ogni giorno di festa

Le feste in Italia sono una maratona: la Vigilia, il pranzo di Natale, Santo Stefano, Capodanno e, per finire, la Befana. Tanti giorni a tavola con i parenti, e il momento in cui qualcuno chiede «e adesso che facciamo?». Ecco un gioco per ogni giorno di festa, quasi tutti senza bisogno di niente.

Lettura: 5 min

Gioca la parola del giorno

Il calendario dei giochi, in breve

I giochi per Natale in famiglia più amati restano la tombola, il mercante in fiera e sette e mezzo. Ma tra una portata e l’altra, o durante la passeggiata del 26, funzionano benissimo anche i giochi a voce, che non chiedono carte né tabelloni.

Giorno Gioco Giocatori Cosa serve
24 dicembre La tombola da 3 a 20 cartelle e tabellone
25 dicembre Acqua, fuochino, fuoco con le parole da 2 in su niente
26 dicembre Le venti domande in passeggiata da 2 in su niente
31 dicembre Mercante in fiera o sette e mezzo da 3 in su le carte
6 gennaio La parola del giorno ognuno per sé un telefono

24 dicembre: la tombola della Vigilia

Non c’è Vigilia senza tombola. Novanta numeri, le cartelle distribuite, i fagioli o le bucce di mandarino per segnare, e qualcuno che tiene il tabellone ed estrae i numeri dal sacchetto. Si vince con l’ambo, il terno, la quaterna, la cinquina e, alla fine, la tombola.

Il bello è chi chiama i numeri. Nelle case dove si usa la smorfia napoletana, ogni numero ha il suo significato: l’1 è l’Italia, il 33 gli anni di Cristo, il 90 la paura. Un buon «chiamatore» fa ridere tutta la tavola prima ancora di dire il numero.

25 dicembre: tra una portata e l’altra

Il pranzo di Natale dura ore, e tra il primo e il secondo c’è sempre una pausa. È il momento perfetto per un gioco a voce che non chiede di alzarsi da tavola: acqua, fuochino, fuoco con le parole.

Uno pensa a una parola, a tema natalizio o no. Gli altri propongono parole a turno, e lui risponde «acqua» se non c’entrano, «fuochino» se il significato si avvicina, «fuoco!» quando ci sono quasi. Chi indovina pensa alla parola successiva.

La versione online usa i gradi al posto delle tre parole di casa. Con la parola segreta presepe potrebbe andare così (i gradi sono un esempio):

  1. spiaggia3 °Cgelido: stagione sbagliata
  2. dicembre41 °Ctiepido: il mese è quello
  3. natale60 °Ccaldo
  4. statuine74 °Cbollente
  5. muschio80 °Cbollente: quello che si raccoglie nel bosco
  6. capanna88 °Crovente
  7. presepeTrovata!

Vedi muschio? Chi ha fatto il presepe da bambino ci arriva subito. È un gioco in cui la memoria di famiglia conta più della cultura.

Prova la parola di oggi, per allenarti prima delle feste:

La tua parola va dritta nella partita di oggi.

Le regole complete sono in acqua, fuochino, fuoco con le parole.

26 dicembre: le venti domande in passeggiata

Santo Stefano è il giorno della passeggiata digestiva. Perfetta per le venti domande, che si giocano camminando. Uno pensa a qualcosa (un oggetto, un animale, un personaggio famoso) e gli altri hanno venti domande con risposta sì o no per indovinare. «È vivo?», «Sta in casa?», «È più grande di una scatola?».

Funziona con tutte le età, e chi cammina più lento non resta indietro: basta fermarsi a ogni domanda. Altre idee a voce, buone anche per il viaggio verso i parenti, nei giochi da fare in macchina.

31 dicembre: aspettando la mezzanotte

A San Silvestro servono giochi che riempiano le ore tra il cenone e il brindisi. Tornano le carte.

Il mercante in fiera. Le carte si comprano all’asta, poi la sorte decide quali vincono i premi. Il bello è l’asta, con lo zio che rilancia sempre e la nonna che non molla.

Sette e mezzo. Bisogna avvicinarsi il più possibile a sette e mezzo senza superarlo, con le figure che valgono mezzo punto. Veloce, chiassoso, perfetto per tante persone.

E a mezzanotte, tra i botti e gli auguri, c’è un piccolo regalo per chi ama le parole: arriva la prima parola segreta dell’anno nuovo.

6 gennaio: la mattina della Befana

La Befana arriva dopo giorni di tavolate. La mattina è lenta, i bambini svuotano la calza, qualcuno trova il carbone di zucchero. È il momento giusto per un gioco tranquillo, che ognuno fa per conto suo.

La parola del giorno è la stessa per tutti. Così ognuno la cerca dal suo telefono, sul divano o con il caffè, e a pranzo ci si confronta: chi ci ha messo meno tentativi? L’unica regola è non svelare la parola a chi non l’ha ancora trovata. È gratis, si gioca dal browser e non serve registrarsi.

Qualche consiglio per le feste

  • Un gioco per volta. Meglio un gioco che riesce bene che tre fatti di fretta.
  • I premi contano. Anche simbolici: l’ultima fetta di panettone, il diritto di scegliere il film, l’esonero dai piatti.
  • Lascia condurre i nonni. Spesso conoscono le regole meglio di tutti, e una tombola chiamata dalla nonna è un’altra cosa.
  • Prepara una riserva a voce. Quando le carte finiscono o la batteria si scarica, un gioco a voce salva la serata.

Se cerchi un gioco di parole da fare a tavola con un po’ più di sfida, prova a costruire una Ghigliottina in casa, come spiegato in come indovinare la parola della Ghigliottina.

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