In viaggio
Giochi da fare in macchina: dieci idee a voce, anche per chi guida
L’esodo d’agosto verso il mare, il viaggio di Natale dai nonni, la coda al casello. In macchina il tempo non passa mai, a meno di avere i giochi giusti. Ecco dieci giochi da fare a voce, senza fogli, senza schermi, e con un posto anche per chi sta al volante.
Perché a voce è meglio
I giochi da fare in macchina più riusciti sono quelli che si giocano solo parlando. Non fanno venire il mal d’auto a chi legge, non scaricano il telefono e, soprattutto, ci può giocare anche chi guida senza togliere gli occhi dalla strada. Sotto ogni gioco trovi per chi è più adatto.
1. Le targhe
Le targhe italiane hanno due lettere all’inizio e due alla fine. Prendi quelle della macchina che hai davanti e inventa una frase con quelle quattro iniziali, nell’ordine (le parole piccole non contano). Con ES … PC può venire fuori «E Se Prendessimo un Cappuccino?». Vince la frase più divertente, decide il guidatore.
Per chi: dai dieci anni in su, adulti compresi. Perfetto in autostrada.
2. Nomi, cose, città a voce
La versione senza carta del classico. Uno dice una lettera, e a turno ognuno deve trovare un nome, una cosa, una città e un animale che comincino con quella lettera. Chi si blocca per più di cinque secondi perde il turno. Le lettere difficili, come la Q o la Z, si tengono per il finale.
Per chi: tutta la macchina, dagli otto anni in su.
3. Le venti domande
Uno pensa a qualcosa: un oggetto, un animale, un personaggio. Gli altri hanno venti domande, a cui si risponde solo sì o no. «È più grande di una scatola?» «Si mangia?» «Esiste davvero?». Se in venti domande nessuno indovina, vince chi ha pensato.
Per chi: tutti, e il guidatore può essere quello che risponde.
4. Acqua, fuochino, fuoco con una parola
Il gioco che tutti conoscono, ma con una parola al posto dell’oggetto nascosto. Uno pensa a una parola, gli altri ne propongono una a testa, e lui risponde come una volta: «acqua» se non c’entra, «fuochino» se ci si avvicina, «fuoco!» quando ci sono quasi. Conta il significato: se la parola pensata è casello, «autostrada» è già fuochino, anche se non gli somiglia per niente.
Lo stesso gioco esiste anche online, con una parola segreta al giorno, uguale per tutti, e una temperatura al posto delle tre parole di casa. Con casello potrebbe andare così (i gradi sono un esempio):
- gelato7 °Cgelido: buono, ma non c’entra
- viaggio24 °Cfresco: si parte
- benzina41 °Ctiepido: siamo in macchina
- autostrada66 °Cbollente
- uscita74 °Cbollente
- pedaggio90 °Crovente: si paga proprio lì
- caselloTrovata!
Per chi guida, naturalmente, resta la versione a voce. Il telefono è per i passeggeri, oppure per la sosta all’area di servizio, tra un caffè e l’altro:
Per chi: tutti dagli otto anni. Le regole complete sono in acqua, fuochino, fuoco con le parole.
5. La catena di sillabe
Il primo dice una parola, il secondo deve dirne una che comincia con l’ultima sillaba della precedente. Ciabatta, tavolo, lotto, tonno, nodo… Chi si blocca o ripete una parola già detta esce dal giro. Con i bambini piccoli basta l’ultima lettera invece della sillaba.
Per chi: dai sette anni in su. Altre varianti nella catena di parole.
6. Al mercato ho comprato…
Un gioco di memoria. Il primo dice: «Al mercato ho comprato un’arancia». Il secondo ripete e aggiunge una cosa con la B: «Al mercato ho comprato un’arancia e una borsa». Il terzo aggiunge la C, e così via. Chi dimentica un pezzo della lista è fuori.
Per chi: perfetto per nonni e nipoti insieme. Spesso vincono i nonni.
7. La canzone con la parola
Uno dice una parola, per esempio «amore», «sera» o «vento». Il primo che canta almeno un verso di una canzone che la contiene prende un punto. Con le canzoni italiane la parola «amore» non finisce mai.
Per chi: tutta la famiglia, ed è il gioco in cui i genitori si fanno sentire di più.
8. Vedo una cosa che comincia per…
Uno guarda fuori dal finestrino, sceglie una cosa e dice: «Vedo una cosa che comincia per P». Gli altri cercano intorno: un ponte, un pino, un pullman? Attenzione: la cosa deve restare in vista abbastanza a lungo, quindi meglio le montagne dei cartelli.
Per chi: bambini dai quattro anni. Chi guida può scegliere la cosa, ma è meglio che non si metta a cercarla.
9. La storia a turno
Uno comincia con una frase: «C’era una volta un criceto che voleva fare il pilota». Il secondo aggiunge una frase, il terzo un’altra, e la storia va dove vuole. Una regola che aiuta: ogni frase deve contenere una parola scelta dal giocatore precedente.
Per chi: bambini dai cinque anni e adulti con fantasia.
10. Il gioco del silenzio
Il classico dei genitori italiani, da tenere per gli ultimi chilometri. Chi parla per primo perde. Funziona sempre per almeno tre minuti, che dopo tre ore di viaggio sembrano una vacanza.
Per chi: per chi guida, soprattutto.
Come scegliere quello giusto
Alterna i giochi tranquilli a quelli che fanno ridere: dopo le venti domande va bene una canzone, dopo la catena di sillabe il gioco delle targhe. E fermati prima che qualcuno si stanchi, perché il gioco migliore è quello che i bambini vorrebbero continuare.
Se il viaggio è quello delle feste, nei giochi per Natale in famiglia trovi idee anche per quando si arriva.
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