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Ginnastica mentale per anziani: sette giorni di esercizi con le parole

Mente allenata

Ginnastica mentale per anziani: sette giorni di esercizi con le parole

Dieci minuti al giorno, una sedia comoda e, al massimo, un foglio e una penna. Ecco un programma di ginnastica mentale con le parole, un esercizio diverso per ogni giorno della settimana, da fare da soli, in coppia o al telefono con un nipote.

Lettura: 5 min

Gioca la parola del giorno

Il piano in breve

La ginnastica mentale per anziani funziona meglio quando è breve, varia e quotidiana. Meglio dieci minuti ogni giorno che un’ora la domenica. E le parole sono l’attrezzo perfetto: non costano niente, si portano ovunque e ognuno ne ha una scorta di una vita intera.

Giorno Esercizio Tempo Cosa serve
Lunedì L’alfabeto della spesa 10 minuti niente
Martedì La lista a memoria 10 minuti carta e penna
Mercoledì Acqua, fuochino, fuoco con le parole 10 minuti il telefono, o una persona
Giovedì Le famiglie di parole 10 minuti niente
Venerdì Il proverbio a metà 10 minuti niente, o un amico
Sabato La storia di una fotografia 15 minuti una vecchia foto
Domenica Giorno libero quanto vuoi il cruciverba preferito

Una premessa onesta: questi esercizi non sono una cura e non promettono miracoli. Tengono la mente occupata, danno un piccolo appuntamento alla giornata e, se fatti in compagnia, sono anche un’occasione per chiacchierare. Che non è poco.

Lunedì: l’alfabeto della spesa

Si comincia dalla A e si arriva alla Z, trovando per ogni lettera una cosa che si compra al mercato. A come albicocche, B come burro, C come carciofi, e via così. Le lettere difficili si saltano senza vergogna: con la H e la Q fanno fatica tutti.

Quando l’alfabeto della spesa diventa facile, si cambia categoria: i nomi di persona, le città italiane, i mestieri, gli attori del cinema di una volta.

Martedì: la lista a memoria

Scrivi su un foglio dieci cose da comprare. Leggile con calma due volte, gira il foglio, fai un’altra cosa per cinque minuti, poi prova a ripeterle tutte. Il trucco che aiuta di più è raggrupparle: le cose del frigorifero insieme, quelle del bagno insieme, la frutta tutta insieme.

Il giorno dopo puoi provare con dodici. Senza fretta.

Mercoledì: acqua, fuochino, fuoco con le parole

Il gioco che tutti hanno fatto da bambini, ma con una parola al posto dell’oggetto nascosto. In due si gioca a voce: uno pensa a una parola, l’altro ne propone una alla volta, e il primo risponde «acqua», «fuochino» o «fuoco!» a seconda di quanto il significato si avvicina. Funziona benissimo al telefono con un nipote.

Per giocare per conto tuo c’è anche la versione online: ogni giorno una parola segreta, uguale per tutti, e a ogni tentativo una temperatura, da gelido a rovente. Una partita d’autunno potrebbe andare così, con la parola segreta castagna (i gradi sono un esempio):

  1. spiaggia5 °Cgelido: stagione sbagliata
  2. ottobre46 °Ctiepido: il mese è quello giusto
  3. bosco55 °Ccaldo: si raccoglie lì
  4. riccio72 °Cbollente: la sua corazza di spine
  5. marrone80 °Cbollente: il colore, e la sua varietà più grossa
  6. caldarroste93 °Crovente
  7. castagnaTrovata!

È un esercizio di collegamenti: dove si trova una cosa, quando, con cosa va insieme. Non c’è cronometro, e la parola resta lì fino a mezzanotte.

Prova l’esercizio del mercoledì con la parola di oggi:

La tua parola va dritta nella partita di oggi.

Le regole complete sono in acqua, fuochino, fuoco con le parole. Puoi tenerlo come riscaldamento ogni mattina, non solo il mercoledì.

Giovedì: le famiglie di parole

Una famiglia di parole è un gruppo di parole che nascono dalla stessa radice. Prendi terra: terreno, terrazzo, terremoto, terriccio, atterrare, sotterraneo. Scegli una parola e trova tutti i parenti che riesci, anche quelli un po’ lontani.

Parole che funzionano bene: mano, porto, giorno, ferro, campo. Le famiglie più numerose danno più soddisfazione.

Venerdì: il proverbio a metà

Si dice solo la prima metà di un proverbio e si completa l’altra. «Chi va piano…» va sano e va lontano. «Rosso di sera…» bel tempo si spera. «L’erba del vicino…» è sempre più verde. Fatto in due è ancora meglio: uno comincia, l’altro finisce, poi ci si scambia.

Per i più bravi c’è la variante al contrario: si dice la seconda metà, e l’altro deve ricordare la prima.

Sabato: la storia di una fotografia

Prendi una vecchia foto, di un matrimonio, di una gita, di una classe di scuola. Prova a raccontarla come se la mostrassi a qualcuno che non c’era: chi sono le persone, che anno era, che tempo faceva, cosa si è mangiato quel giorno. Se c’è qualcuno con te, lascia che faccia domande.

È l’esercizio più lungo della settimana, ed è quello che di solito finisce più tardi del previsto.

Domenica: giorno libero

Anche la mente ha diritto al riposo. La domenica si fa quello che piace di più: il cruciverba del giornale, una partita a carte, la parola del giorno con calma, o niente del tutto. L’importante è che lunedì si ricominci.

Qualche consiglio per non mollare

Sempre alla stessa ora. Dopo colazione, dopo il telegiornale, prima del riposino: l’orario fisso trasforma l’esercizio in abitudine.

In compagnia vale doppio. Molti esercizi si fanno al telefono. Un nipote, un’amica, un vicino: dieci minuti di proverbi al telefono sono anche dieci minuti di compagnia.

Niente voti. Non si tratta di vincere. Se un giorno l’alfabeto si ferma alla F, va bene lo stesso.

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